Accadde oggi. Al comando del Maggiore Miani l’ultima battaglia dell’Aeronautica Repubblicana

Ali e coda di un caccia dell’ANR esposto al Museo di Vigna di Valle. (Foto dell’Autore, maggio 2018)

[Testimonianza tratta da A difendere i cieli d’Italia. Racconti e testimonianze dei piloti dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana, 1943-1945 di Marco Petrelli, Eclettica Edizioni, 2014]

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Dopo il raduno di tutto il 2° Gruppo con 25 Gustav, l’ufficio operativo ci diresse verso il Lago di Garda, portandoci ad intercettare una formazione di bimotori americani da bombardamento Mitchell B25 scortati da caccia diretti al Brennero; al maggiore Miani fu concesso di attaccare a sua discrezione” scrive nelle sue memorie il sottufficiale Carlo Cavagliano, pilota del 2° Gruppo Caccia “Gigi Tre Osei” dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana impegnato, il 2 aprile 1945, nell’ultimo, importante combattimento della sua unità contro l’aviazione alleata.

Manca meno di un mese alla Liberazione e alla Resa di Caserta (9 Maggio ’45), tuttavia nei cieli italiani continuano a combattere gli Alleati, i tedeschi e gli uomini dell’Aeronautica Repubblicana.

Quel 2 aprile, i caccia del 2° Gruppo CT “Gigi Tre Osei” decollano al comando del maggiore Carlo Miani un veterano di Spagna, Nord Africa e Malta che ha il compito di intercettare una formazione di B 26 Mitchell scortati dai P47D Thunderbolt del 347^ Fighter Squadron del 350^ Fighter Group della United States Army Air Force. Le due formazioni si incontrano sui cieli sopra il Lago di Garda; Miani, costretto da un’avaria al motore, lascia il comando dei ventiquattro aerei italiani al capitano Mario Bellagambi che si scontra con la caccia statunitense, riuscendo ad abbattere sei aerei nemici, dei quali tre Mitchell e tre Thunderbolt. La battaglia costa all’ANR otto Messerschmitt persi e sei piloti morti in azione.

A tarda sera, i superstiti si ritrovano sulla pista di Villafranca, ma non è finita: quando il comandante Miani cerca di raggiungere Aviano con quattro dei suoi, è attaccato da P47. L’epilogo è un giovane ufficiale, già abbattutto nel corso della precedente battaglia, di nuovo costretto a lanciarsi.

Quattordici, dunque, gli aerei rimasti che il 19 aprile successivo decollano nuovamente su allarme, per intercettare ventisette B26 fra Verona e e il Lago di Garda. Questa volta, però, va peggio: nessun aereo alleato colpito, quattro Messerschmitti distrutti e un sergente pilota morto in azione.

Ciò che resta del “Gigi Tre Osei” si raccoglie ad Orio al Serio dove, nella notte fra il 24 e il 25 aprile 1945, il comandante Carlo Miani ordina lo scioglimento del Gruppo. In un anno e tre mesi di attività, l’unità ha abbattuto centodieci aerei nemici e perso trentotto uomini.

 

 

 

 

 

(Fonte immagine di sfondo: http://www.anritalia.it/aeronautica_nazionale_repubblicana.htm)

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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