Accadde Oggi. Roma, Re Vittorio Emanuele III inaugura la Città Universitaria

Il 31 marzo 1935 il Re d’Italia Vittorio Emanuele III taglia il nastro alla Città Universitaria di Roma.

Su progetto dell’architetto e urbanista Marcello Piacentini, uno dei massimo esponenti del razionalismo, il complesso architettonica diverrà sede de La Sapienza. Piacentini vanta già un primato in campo architettonico, cioé la realizzazione del primo grattacielo d’Italia. Si tratta del “torrione” dell’Istituto Nazionale Assicurazioni (INA) di Brescia, di oltre 50 metri. L’opera si sarebbe ispirata ai canoni d’oltreoceano, in particolare agli edifici di Chicago.

E sono proprio gli USA in parte ad ispirare il progetto della Città Universitaria inizia nel 1932. Piacentini aveva infatti studiato negli Stati Uniti, alla Ithawa University e sembra che il modello dei college americani abbia ispirato la sua opera. Specie per ciò che concerne il rapporto con il paesaggio circostante e la possibilità di dare agli studenti degli spazi per socializzare.

Il lavoro dura tre anni. Il 31 marzo 1935 Re Vittorio Emanuele III taglia il nastro della Città Universitaria che ospiterà le Facoltà di Giurisprudenza, Lettere, Scienze Politiche de l’Università La Sapienza. E gli Istituti di Fisica, Mineralogia, Biologia, Chimica nonché il Rettorato.

Prima della costruzione della C.U. “culla” de La Sapienza era stata la Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, ove papa Bonifacio VIII fondò lo Studio universitario romano con la bolla In Supremae praeminentia Dignitatis. Era il 1303 ma, dopo 600 anni, anche il mondo universitario era cambiato. Agli inizi dei ’30 del XX Secolo, infatti, si contavano in Italia circa 47 mila studenti, cifra che avrebbe sfiorato i 150 mila nel 1940 e il 230 mila nel 1951.

Numeri che oggi potrebbero fa sorridere, di fronte al gran numero di iscritti e di laureati nel nostro Paese e che anche all’epoca rappresentavano un’esigua minoranza della popolazione. Ma con la licenza elementare quale titolo di studio più diffuso, nel 1935 l’Università rappresentava ancora la fornace della futura classe dirigente italiana. Dunque, la Città Universitaria va interpretata come volontà dell’allora regime fascista di investire su una formazione d’eccellenza e di accrescere il prestigio italiano entro e fuori i confini nazionali.

 

 

 

 

 

 

 

(Fonte immagine di sfondo: https://it.wikipedia.org/wiki/Università_degli_Studi_di_Roma_%22La_Sapienza%22)

Redazione Conoscere La Storia

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