“Stockholm”: la nave che affondò l’ “Andrea Doria” naviga ancora

La “Stockholm” naviga ancora. Il transatlantico che, nel lontano 1956, speronò ed affondò nel porto di New York il transatlantico italiano “Andrea Doria” è ancora a galla.

La “Stockholm” (Fonte: Wiki)

Il 25 luglio 1956, attorno alle 23, la “Stockholm” comparve letteralmente dalla nebbia per scontrarsi con la “Andrea Doria”. Nonostante la “Doria” avanzasse con lunghi fischi di sirena per avvisare della sua presenza nella nebbia, la prua rinforzata della nave svedese colpì la nave italiana sulla murata di dritta, speronandola e squarciandone i ponti. Quarantasei morti su 1706 di cui una bambina, Norma Di Sandro di appena 4 anni e la figlia quattordicenne di Edward P. Morgan, cronista dell’ABC in viaggio con le due figlie, una delle quali si salvò.

Una tragedia immane, nonché un evento che, secondo alcuni storici, rappresenterebbe la fine dell’epoca dei grandi viaggi per mare. Da quel momento, infatti, le traversate oceaniche sarebbero state riservate ai croceristi e alle merci, a vantaggio del trasporto aereo.

Due le navi famose coinvolte – con ruoli diversi – nel naufragio del “Doria”. La “Ile de France” (che raggiunse il luogo della sciagura e recuperò il maggior numero di sopravvissuti) e la “Stockholm”. La prima, varata nel 1924, fu demolita nel 1959. La seconda, varata nel 1949 e… ancora a galla. E naviga, stavolta nel Mare Mediterraneo.

Dal naufragio, infatti, la “Stockholm” ha cambiato nome e molti proprietari. Nel 1960 è acquistata dal governo della DDR, per poi passare sotto bandiera panamense sino al 1989, quando la società italiana Star Lauro Lines la acquistò. I lavori cui fu sottoposta a Genova la ri-configurarono nave da crociera in servizio a partire dal 1993 con il nome di “Italia I”.

La “Astoria” (ex “Stockholm”) nel 2016.
Fonte: Wiki

Nome cambiato diverse volte (“Valtur Prima”, “Caribe”, “Athena”, “Azores”) insieme ai proprietari: altre due società italiane (fra le quali la Festival Crociere) fino al 2015, quando fu noleggiata dalla britannica Cruise & Maritime Voyages per la quale ha navigato con il nome di  “Astoria” sino al 2020, anno in cui la società ha cessato le attività ed è finita in amministrazione controllata.

Certo, oggi non ha più l’aspetto del transatlantico che speronò ed affondò l’ “Andrea Doria” (vedi foto), perdendo così parte del suo fascino di scafo costruito ormai più di 70 anni fa. Ma è Storia che galleggia e che, vicissitudini finanziarie a parte, continua a navigare e a solcare i mari.

Forse proprio la fine fine della Cruise & Maritime Voyages ha portato alla vendita (e in alcuni casi alla demolizione) di gran parte della flotta. E se la “Marco Polo”, nave ex sovietica degli Anni Sessanta, è stata venduta la demolizione, per la “Astoria” è solo terminato il periodo di noleggio. Ciò lascia sperare che, almeno al momento, la vecchia “Stockholm” non verrà “parcheggiata” nella triste baia di Alang, il “cimitero delle navi”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(Fonte immagine di sfondo: Foto di Tim Hill da Pixabay)

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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