Africa. Zambo, Katanga, Baluba e Tucul: arcaismi, luoghi comuni e dialetti… regionali

Il dialetto e il linguaggio giornalistico hanno adottato (o inventato) termini che hanno superato i limiti regionali e delle colonne dei quotidiani.

Zambo, Katanga, Baluba e Tucul ne sono classici esempi. In fondo chi non ha mai letto dei “Katanga di Potere Operaio” in articoli e libri dedicati agli Anni ’70? O chi non ha mai sentito dire in Tv “baluba”? Certo, non in film impegnati semmai in quella commedia all’Italiana dove l’inflessione regionale è la chiave della comicità.

Come intuibile, le parole sopra elencate hanno origine africana. E risalgono ai tempi della colonizzazione del Continente Nero.

 

Zambo è un termine, non propriamente lusinghiero, che indica una categoria sociale sud-americana di sangue misto:  africano e indio. Fu introdotto nel XVI Secolo dagli spagnoli per indicare quei meticci nati dall’unione fra Indios e schiavi africani. Erano tempi in cui la grande Tratta Atlantica iniziava a portare verso l’America Latina centinaia di migliaia (diventati poi milioni) di disperati. Catturati in villaggi dell’Africa con la complicità di sovrani locali e di mercanti arabi, gli africani attraversavano l’Oceano in viaggi disumani per poi essere impiegati nelle piantagioni. Coloro che si affrancavano, che fuggivano dai campi o dalle navi erano talvolta accolti in comunità di Indios, anch’essi esposti allo sfruttamento da parte europea. L’unione con le donne indigene dava origine ad una forma “meticciato” (ci scusiamo per il termine, serve solo a fornire un’idea al lettore) che, nella “gerarchia sociale” delle colonie, fu identificata dagli spagnoli come “zambo”.

Sembra che l’ex Presidente del Venezuela Hugo Chavez avesse origine “zambo”.

 

Baluba “Sei un baluba” è un’allocuzione ricorrente in alcuni dialetti italiani, specie del Nord della Penisola. Il “baluba” è una persona fondamentalmente ignorante, seppure l’etimologia del termine richiami ad una tribù dell’attuale Repubblica Democratica del Congo. E che non è affatto nota per scarse attitudini cognitive. Tuttavia la particolare sonorità della parola ha fatto sì che entrasse facilmente nel lessico comune. Associarla all’ignoranza è stato il passo successivo: se il “baluba” africano viveva infatti nella giungla lontano dai grandi centri coloniali, il “baluba” dialettale è una persona che, per comportamenti e per modi di fare, appare come uno che vive isolato dalla civiltà.

 

Tucul E’ il nome di abitazioni tipiche del Corno d’Africa. Anche in questo caso la sonorità del termine e la sua somiglianza ad una parola volgare ne hanno facilitato la rapida diffusione, presumibilmente dopo la conquista italiana dell’Eritrea (1882) e dell’Etiopia (1936). A “tucul” è anche associata una celebre canzone popolare nota con nomi diversi: Africa lontana, il Pianto di Zambo o col nome del primo verso Quando me vedere buccia di banana.

Me pensare ancor di più/ a tuo grande bel tucul

Datazione incerta. E’ probabile sia stata scritta dopo la Guerra d’Abissinia o addirittura nel secondo dopoguerra. D’altronde la percezione dell’Africa quale continente arretrato e selvaggio è sopravvissuta in Europa almeno sino agli Anni ’80 del XX Secolo, stuzzicando la fantasia di generazioni di aspiranti avventurieri e, talvolta, di cantautori un po’ licenziosi.

 

Katanga L’origine è giornalistica e risale agli Anni di Piombo. I cronisti lo usavano per indicare i servizi d’ordine dei movimenti della sinistra extraparlamentare. Ad esempio, i “Katanga di Potere Operaio”. Nel corso del processo per gli omicidi del Mostro di Firenze fu inoltre associato ad uno degli imputati con il medesimo significato. E cioé una persona dalla forza bruta, feroce come feroci dovevano essere parsi, agli occhi dell’opinione pubblica internazionale, i separatisti katanghesi che nei primi Anni Sessanta sconvolsero l’ex Congo belga, costringendo le Nazioni Unite l’invio di una missione di peacekeeping.

 

 

 

(Fonte immagine di sfondo: http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/come-cambiano-gli-equilibri-nellafrica-della-globalizzazione/)

Redazione Conoscere La Storia

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