Danneggiato dal sisma, il “Torrione” de L’Aquila sarà restaurato. Forse è una tomba romana

Sarà una collaborazione tra Fondazione Carispaq, Comune dell’Aquila, ANCE L’Aquila e la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città dell’Aquila e i Comuni del cratere a presiedere il progetto di restauro del “Torrione” de L’Aquila, un simbolo archeologico che, sebbene poco conosciuto, da il nome a un intero quartiere. I lavori saranno finanziati da Fondazione Carispaq, con 170mila euro di stanziamento, mentre ANCE (l’associazione che riunisce gli imprenditori del settore edilizio) si è occupata della progettazione, presentata nella giornata di ieri, 6 giugno, e curerà la direzione dei lavori.

“Anche questo è un intervento importante per la Fondazione Carispaq – ha dichiarato il presidente della stessa fondazione Marco Fanfani – che abbiamo immaginato da tanto tempo e che diventa complementare a quello di riqualificazione di Parco del Castello che si sta concludendo. Esso, inoltre si inscrive nel più ampio programma di azioni che la Fondazione ha inteso sostenere in questi dieci anni per restituire alcuni tasselli identitari del patrimonio storico e artistico danneggiato dal sisma”.

Si tratta di un intervento che restituirà agli aquilani uno dei simboli della città, il “Torrione”, danneggiato dal violento terremoto del 2009. Il restauro prevede la ricostituzione dell’aspetto attuale con finalità conservative ed un alto grado di sicurezza. Contestualmente ai lavori sono state avviate delle indagini archeologiche per chiarire un interrogativo mai risolto: stabilire l’età esatta e l’origine della struttura. Si sospetta infatti da tempo che possa trattarsi dei resti di una tomba di epoca romana, rimasta nascosta per secoli all’interno di una delle due piramidi dell’acquedotto medioevale di Santanza (XIV secolo).

 

Immagine via facebook.com

Redazione Conoscere La Storia

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