Dittatori. Elena e Nicolae: ascesa e caduta della coppia diabolica padrona della Romania

Una coppia diabolica che ha influenzato il destino della Romania per oltre un ventennio, condizionando negativamente la vita dei rumeni e rovinando l’economia del paese.

Una coppia osannata nel momento del massimo splendore della dittatura e che finirà fucilata da un tribunale improvvisato dopo appena 55 minuti di camera di consiglio.

Una coppia che ha collezionato riconoscimenti sul piano internazionale, mentre su quello interno è stata destinataria del risentimento di tutto un popolo.

Nicolae, nato nel 1918 da una famiglia di contadini, si avvicina presto al partito comunista rumeno. Sotto l’ala protettrice di Gheorghiu-Dei, il protagonista dell’installazione del regime stalinista in Romania dopo la Seconda guerra mondiale, sale rapidamente tutti gradini di una stupefacente carriera da perfetto apparatchik.

Nel 1965, pochi giorni dopo la morte del suo mentore, viene eletto all’unanimità Segretario Generale del partito, carica nel cui ambito si concentrano tutti i poteri.

Elena ha un anno di meno di Nicolae.

Come il futuro marito, proviene da una famiglia molto modesta. Impara appena a leggere e scrivere (ma sarà Presidente del prestigioso Consiglio Nazionale delle Ricerche, inventandosi un background scientifico!).

Trasferitasi a Bucarest sopravvive lavorando in un laboratorio, dove sviluppa un certo interesse per la chimica.

Comincia quindi a frequentare l’Unione dei Giovani Comunisti, dove nel 1939 incontra Nicolae, che ne è presidente. Nel 1946 ufficializzano col matrimonio la loro unione che durerà per tutta la vita.

Nel momento in cui Nicolae accede al potere, nel 1965, la coppia subisce una sorta di mutazione psicologica, stordita dall’ebbrezza del potere, dalla novità del comando, dall’assenza di opposizione.

Particolarmente sensibili nella loro ignoranza alle adulazioni dei cortigiani, che con il tempo assumeranno forme ripugnanti di bassezza, i due Ceauseşcu perdono gradualmente il contatto con la realtà del loro paese, le sofferenze del popolo, gli imperativi dell’economia.

Se all’interno comincia un culto della personalità senza precedenti, all’estero Nicolae si crea una straordinaria immagine di marca, sull’altare della quale gli si perdona qualsiasi nefandezza, qualsiasi violazione dei diritti dell’uomo.

Nicolae, in effetti, si mostra strenuo difensore della sovranità nazionale, volendosi smarcare dal sistema satellitare dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia. Viene quindi accolto nelle principali capitali europee occidentali come un campione dell’indipendenza, un “buon comunista” insomma, cui nessuno chiede conto della situazione interna che si va degradando drammaticamente.

Non vi è tollerata infatti alcuna forma di opposizione, alcuna manifestazione di protesta, alcuna espressione di dissidenza. La polizia segreta, la tristemente famosa Securitate, terrorizza i cittadini.

A chi protesta viene riservato il carcere duro o scompare nelle nebbie del controspionaggio o finisce nei campi di lavoro forzato, dove le possibilità di sopravvivenza sono davvero scarse.

Ma il rimprovero principale che viene rivolto alla coppia imperiale è quello di aver ridotto la popolazione alla fame, al freddo e alle malattie, con la sua dissennata politica economica, mentre un gruppetto di potere – in primis la stessa famiglia Ceauşescu – non si priva di nulla, vive nel deprecato lusso “capitalista” e se la gode in barba alle sofferenze della gente comune.

Per risanare lo spaventoso debito pubblico accumulato a causa della loro incompetenza e inconsistenza, Nicolae e Elena si fanno promotori di un’ulteriore, insopportabile sferzata finanziaria che colpisce una popolazione già stremata dall’applicazione di un’ottusa politica economica collettivista.

Arriva inevitabile il razionamento del cibo, la nafta per riscaldamento diventa un miraggio, scarseggiano le medicine.

Le interruzioni di corrente, in un paese dove d’inverno si registrano temperature polari, generano indicibili sofferenze.

L’odio del popolo nei confronti di chi gli ha causato tanta miseria e tante sofferenze è tale che quando nel giorno di Natale del 1989, dopo un giudizio sommario, i due Ceauseşcu vengono brutalmente giustiziati da un tribunale popolare, molti commenteranno:” E’ il miglior regalo di Natale per il popolo rumeno da un quarto di secolo a questa parte!”.

 

 

 

 

 

 

(Fonte immagine di sfondo: Foto di keluan da Pixabay)

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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