Domenico Vecchioni racconta il leggendario Lawrence d’Arabia

Può sembrare sorprendente l’inclusione di Lawrence d’Arabia in una lista di grandi spie.

Memori dello stupendo film di David Lean, con un credibile Peter O’Toole nel ruolo principale, siamo in effetti portati a considerare Lawrence piuttosto come un grande visionario, un romantico avventuriero, il protagonista di un’irripetibile epopea politico-militare in favore della libertà dei popoli arabi, allora sotto dominazione turca.

Eppure Lawrence comincia la sua “carriera” proprio come agente segreto dello spionaggio inglese.

Lavorerà del resto così bene nei panni di “agente di penetrazione e di influenza” che sarà vittima del proprio successo, non trovandosi più d’accordo con le visioni politiche del suo governo, quando si tratterà di tirare le somme delle promesse fatte da Londra agli arabi.

Piccolo di statura (1,64m), biondo, occhi azzurri, carnagione chiara, nato nel 1888, Thomas Edward Lawrence, studente in archeologia, comincia a viaggiare a partire dal 1909 in lungo e in largo per il Medio Oriente per redigere la sua tesi di laurea.

La regione l’affascina (“gli arabi esercitano un’attrazione particolare sulla mia immaginazione”). Non sa ancora che ne diventerà l’eroe di riferimento.

Il 2 agosto 1914 la Turchia – alleata della Germania – prende le armi contro la Gran Bretagna. La rivolta araba diventa improvvisamente un fattore fondamentale della strategia britannica nella regione.

I servizi segreti di Londra di conseguenza si agitano, cercano le persone più idonee per entrare nel complicato gioco di cavalcare le aspirazioni autonomiste arabe, ma solo in funzione anti-turca.

L’attenzione si concentra allora su quello strano giovane gallese, che ha adottato i costumi e le usanze dei beduini ed è capace di condurre la loro stessa vita.

Insomma si tratta di un elemento che il secret service non può farsi sfuggire.

Considerata anche la sua eccellente conoscenza della lingua araba, Lawrence viene assegnato alla sezione dell’intelligence service del Cairo. Riceve subito l’incarico di sondare i quattro figli Hussein, il capo delle armate in rivolta, in vista di un’alleanza con Londra.

Si intende particolarmente bene con il terzo figlio, Faysal, presso il quale viene distaccato in qualità di ufficiale di collegamento, ma con l’occulto ruolo di agente di influenza.

Il 6 luglio 1917 gli arabi conquistano Akaba (sul Mar Rosso), proprio con il determinante aiuto di Lawrence, che presto, però, capirà di essere stato utilizzato e beffato da Londra che non ha alcuna intenzione di concedere l’indipendenza agli arabi.

In quel preciso istante muore l’agente di influenza e nasce Lawrence d’Arabia, che si considererà per tutta la vita una sorta di “traditore”, non degli inglesi, ma degli arabi, nella cui causa si era  identificato e per il successo della quale aveva dato un contributo di eccezionale valore politico e militare.

Lawrence d’Arabia scrisse un giorno una frase, verosimilmente pensando a se stesso: “ Tutti gli uomini sognano, ma non allo stesso modo.

Quelli che sognano di notte nei polverosi recessi delle loro menti, si svegliano al mattino per scoprirne la fatuità; ma i sognatori di giorno sono persone pericolose, perché possono agire sul loro sogno con occhi aperti, per renderlo possibile” .

Tutta la vita, in effetti, Lawrence inseguirà ad occhi aperti il suo sogno di gloria e di grandezza, operando ai limiti delle possibilità umane per renderlo possibile.

Quando si accorgerà di non esserci riuscito, quando il suo grandioso progetto gli si scioglierà tra le mani, si chiuderà allora in uno stato di profonda disperazione, scosso da pulsioni all’autodistruzione sociale e fisica che lo porteranno inevitabilmente in braccio alla morte.

Certo, la causa contingente del suo decesso fu un banale incidente di motocicletta. Ma la sua dolorosa discesa agli inferi era già cominciata anni prima, la sua folle corsa verso il proprio annichilimento aveva da tempo raggiunto il punto di non ritorno.

Dentro di sé Lawrence era già morto perché non era stato capace di realizzare il suo sogno di assoluto, di dare corpo alla visione che perseguiva ad occhi aperti. Non gli restava allora altra alternativa se non quella chiudere per sempre gli occhi e dimenticare il suo sogno.

 

 

 

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(Immagine di sfondo: Lawrence d’Arabia. Fonte immagine: https://www.venividivici.us/grandi-personaggi/la-storia-di-lawrence-darabia/)

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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