Duomo di Milano: la cattedrale gotica più famosa in Europa

Quella del Duomo di Milano e della sua realizzazione è una storia che attraversa i secoli. Nel luogo in cui sorge l’immensa basilica (è la sesta chiesa al globo per superficie, con i suoi 10.186 metri quadrati), la più famosa cattedrale gotica in Europa e forse al mondo, un tempo si trovavano l’antica cattedrale di Santa Maria Maggiore e la basilica di Santa Tecla. In seguito al crollo del campanile, il 12 maggio del 1386, l’arcivescovo Antonio De Saluzzi annunciò la costruzione di una nuova cattedrale e, un anno più tardi, fu istituita la Veneranda Fabbrica del Duomo, ente preposto alla sua costruzione (e che tutt’ora la amministra). Solo nel 1813, oltre quattro secoli più tardi, ne sarebbe stata completata la facciata, mentre la costruzione delle guglie proseguì per tutto il XIX secolo.

Nel 1393 fu scolpito il primo capitello dei pilastri. In seguito, dopo varie vicissitudini e cambi alla direzione dei lavori, nel 1418 vi fu una prima consacrazione dell’altare maggiore. Ma la Veneranda Fabbrica non aveva ancora terminato il suo compito. Infatti, nel 1567 l’arcivescovo Carlo Borromeo decise che bisognava dare una svolta ai lavori, mettendovi a capo Pellegrino Tibaldi per ridisegnare il presbiterio. La cattedrale fu così consacrata una seconda volta nel 1577. La chiesa, comunque, non era ancora finita.

Fu solo dopo l’invasione napoleonica che i lavori per la facciata subirono la svolta decisiva. Il Bonaparte infatti fece avviare i lavori in vista della sua incoronazione a re d’Italia, proprio all’interno del Duomo. Il cantiere si concluse finalmente nel 1813. Tuttavia i lavori per le guglie e gli elementi architettonici proseguirono fino al 1892.

La pianta della maestosa cattedrale milanese è a croce latina, con il piedicroce a cinque navate e transetto a tre navate, oltre a un presbiterio circondato da un’area di deambulazione molto profonda. La cattedrale, all’interno, colpisce per la maestosità e l’altezza delle sue volte e, sia all’esterno che all’interno e sulle sue note “guglie” per la spettacolarità dei suoi ornamenti scultorei.

A stupire chi per la prima volta si trova faccia a faccia con la cattedrale è anche (e forse soprattutto) il marmo dal colore roseo che orna le pareti esterne. Fu Gian Galeazzo Visconti a decidere di sostituire il mattone, originariamente pensato per la costruzione del Duomo nel progetto iniziale, con il marmo. Per questo il 24 ottobre 138, cedette in uso alla Veneranda Fabbrica la Cava di Candoglia, in Val d’Ossola, e concesse il trasporto gratuito dei marmi fino a Milano attraverso i corsi d’acqua. Il trasporto avveniva dal Toce al Lago Maggiore, lungo il Ticino e il Naviglio Grande e poi  fino alla darsena di Sant’Eustorgio, nel centro di una Milano ancora attraversata da grandi canali.

 

 

Redazione Conoscere La Storia

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