Federico Barbarossa: il perché di un soprannome (spregiativo)

Furono i lombardi, che gli si opponevano, a soprannominare l’imperatore Federico I Hohenstaufen il “Barbarossa“, per via della barba fulva. L’intento, però, era spregiativo. Ai più colti richiamava alla memoria Nerone, anche lui dotato di “barba di rame” (questo significa il suo appellativo, Enobarbo), per gli altri si ricollegava al diffuso pregiudizio che voleva legati al demonio i possessori di chiome rosse (rare): una caratteristica che permetteva, secondo le credenze popolari, di riconoscere anche le streghe.

Per i cronisti, l’imperatore, oltre ai capelli fulvi e mossi, aveva occhi celesti e penetranti, mani lunghe e affusolate; non troppo alto ma snello, era forte e ben proporzionato, con denti bianchi e regolari. A descriverlo così sono il tedesco Rahewino e il lodigiano Acerbo Morena, che lo conobbero di persona, ma i suoi tratti sono tipici del sovrano germanico tradizionale: il medesimo aspetto viene attribuito anche a Teodorico re dei Goti sei secoli prima, da Sidonio Apollinare.

Elena Percivaldi

Storica medievista, saggista e giornalista professionista, collabora con le principali riviste di alta divulgazione del settore storico: “Medioevo”, “BBC History” e “Storie di Guerre e Guerrieri”, “Conoscere la Storia”, “Civiltà Romana”. All'attività di relatrice in incontri, conferenze e convegni in tutta Italia affianca la curatela di mostre storico-archeologiche e di eventi storico-rievocativi. Fa parte di vari comitati scientifici e ha scritto una ventina di libri, alcuni dei quali tradotti anche all'estero.

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