Francia e Impero ottomano. L’empia alleanza di Francesco I con il Gran Turco

Nel 1525 le armate spagnole infliggono alla Francia una dura sconfitta a Pavia. Francesco I di Valois si trova dunque a dover fronteggiare un avversario il cui impero è enorme ed è nemico di… un altro nemico.

I domini di Carlo V, infatti, confinano ad est con il grande Impero ottomano che si è espanso in Europa orientale a danno dei principati balcanici.

E’ così che, nel 1536, Francesco I di Francia e il sultano Solimano il Magnifico stringono un accordo. Ufficialmente “trattato di amicizia franco-ottomano”, nella realtà un’ “empia alleanza” come la definiscono i contemporanei. Mai un sovrano cristiano si era infatti avvicinato tanto al nemico giurato della stessa cristianità

In effetti l’agreement va ben oltre gli interessi commerciali. I francesi “ospitano” a Tolone la flotta dei corsari barbareschi, vero e proprio flagello del Mediterraneo. Si stima che fra il XVI e il XVIII Secolo siano stati oltre un milione i cristiani catturati dai barbareschi e venduti come schiavi. Senza considerare intere città costiere spopolate dalla Sicilia alle Baleari, da Taranto alla località costiera di Cork (Irlanda).

Un invito che i predoni non si lasciano scappare, anche perché la loro presenza a Tolone è motivata dalla partecipazione alla Guerra d’Italia (1452-1456), durante la quale la marineria francese e quella turca assediano Nizza, allora parte del Ducato di Savoia.

Il fine vero dell’empia alleanza è infatti quello di indebolire i “vicini”. E le scorrerie dei corsari fanno gioco al Re di Francia: i domini spagnoli e sabaudi sono sottoposti a saccheggio e a razzia da Nizza alla Calabria. Dai porti francesi salpano inoltre bastimenti carichi di armi per il Sultano.

L’accordo è duraturo e legherà Francia e Impero ottomano fino alla fine del Settecento. E’ Napoleone a mandare in frantumi i due secoli e mezzo di amicizia quando, nel 1799, invade l’Egitto possedimento della Grande Porta.

Ma i tempi sono ormai mutati e, all’alba del XIX, l’Impero ottomano sta vivendo un periodo di lunga stagnazione e di debolezza politica di cui la Francia approfitterà nel 1830. Con la scusa di combattere gli ex amici barbareschi, l’esercito francese occuperà l’Algeria che resterà sotto il suo controllo per oltre 130 anni.

 

 

 

 

 

 

(Fonte immagine di sfondo: https://libertalia865506074.wordpress.com/2018/09/06/arouj-barbarossa-lascesa-dei-corsari-barbareschi/)

Marco Petrelli

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e Società (curriculum Storia e Politica internazionale) conseguita all'Università di Roma Tre e una in Storia all'Università di Firenze, è giornalista freelance orientato su temi di esteri, difesa e storia. Reporter embedded segue le attività dei militari italiani in Patria e nelle aree di crisi. Collabora con riviste di settore (BBC History, Aerojournal, Rivista Italiana Difesa, EastWest, Affari Internazionali) e con quotidiani (IlGiornale.it, LiberoQuotidiano.it). È autore di due titoli sull'Aeronautica Nazionale Repubblicana e di un libro (in arrivo) dedicato alla Seconda Guerra Mondiale nei Balcani.

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