La Terra piatta? Nel Medioevo non lo pensavano

Ma è vero che nel Medioevo si pensava che la Terra fosse piatta? In realtà non è proprio così. Quando Cristoforo Colombo, il 3 agosto del 1492, salpò alla ricerca della “via breve” per le Indie, non aveva alcun timore che, una volta oltrepassate le colonne d’Ercole (collocate dalla tradizione dopo lo stretto di Gibilterra e ritenute il limite estremo del mondo allora conosciuto) avrebbe raggiunto il confine della Terra precipitando nel vuoto. Già da dall’antichità classica l’uomo era sicuro che la terra fosse sferica: lo teorizzò Pitagora, nel VI secolo a.C., per similitudine con gli altri corpi celesti. Qualcuno, come il geografo Eratostene, provò persino a calcolarne la circonferenza sbagliando di poco: 40.500 km anziché gli effettivi 40.075.

Quanto al Medioevo, il grande erudito anglosassone Beda il Venerabile, vissuto nell’VIII secolo, proclamò chiaramente di
ritenere “la terra un globo collocato al centro dell’universo, tondo non come uno scudo ma piuttosto come una palla“. Al di là dell’errore geocentrico, in cui caddero tutti gli eruditi fino a Copernico, sulla forma non vi erano dubbi nemmeno tra i teologi della Scolastica, i quali si basavano su Aristotele e Tolomeo. Parimenti convinti erano i maggiori saggi medievali: Onorio d’Autun, nel suo Elucidarium, scritto nel XII secolo e copiato nei monasteri di tutta Europa; Tommaso d’Aquino; Dante; l’astronomo inglese Giovanni Sacrobosco, autore del Tractatus de sphaera del 1230.

Eloquente è anche l’iconografia: volendo rappresentare il Cristo o l’imperatore, “re del mondo”, l’arte medievale (ma anche quella tardoantica e bizantina) lo fa ponendogli in mano un globo, di solito sormontato da una croce. La terra appare così anche nei codici del IX secolo che illustrano i Commentari di Macrobio e, tre secoli dopo, il Libro delle divine opere di Ildegarda di Bingen. Al 1492 data infine il primo globo conosciuto, l’Erdapfel (“mela terrestre”): naturalmente è privo del Nuovo Mondo (per non parlare dell’Australia), visto che la scoperta dell’America avvenne nell’ottobre di quell’anno e la notizia si diffuse in Europa solo qualche mese dopo. Basta osservare l’“orbe”, ossia il globo sovrastato dalla croce, tenuto in mano dai re medievali, per comprendere come la Terra venisse considerata sferica.

Fervidi sostenitori della sfericità terrestre furono anche i musulmani: basti l’esempio del geografo Al-Idrisi, che realizzò per il re normanno di Sicilia Ruggero II una sorprendente raccolta di carte geografiche che non lasciano dubbi in merito. Da dove nacque, allora, il luogo comune che vuole gli uomini medievali seguaci della teoria “terrapiattista”? Si tratta di un equivoco. Le idee condannate dalla Chiesa non erano certo quelle relative alla forma terrestre, che tutti sapevano benissimo essere sferica. Il problema, semmai, era relativo alla presenza umana agli antipodi, ritenuta impossibile perché, vista la distanza, gli eventuali abitanti non potevano né essere discendenti da Adamo, né essere cristiani, quindi erano esclusi da ogni speranza di salvezza.

Elena Percivaldi

Storica medievista, saggista e giornalista professionista, collabora con le principali riviste di alta divulgazione del settore storico: “Medioevo”, “BBC History” e “Storie di Guerre e Guerrieri”, “Conoscere la Storia”, “Civiltà Romana”. All'attività di relatrice in incontri, conferenze e convegni in tutta Italia affianca la curatela di mostre storico-archeologiche e di eventi storico-rievocativi. Fa parte di vari comitati scientifici e ha scritto una ventina di libri, alcuni dei quali tradotti anche all'estero.

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