Memorie di novembre: i caduti di Kindu e Nassiriya e i dimenticati di Osimo

– di Roberto Mainardi –

 

L’11 Novembre 1975, il Ministro degli Esteri Mariano Rumor e il politico jusgoslavo Milos Minic si incontrano ad Osimo (AN) per la firma di un accordo passato alla storia come Trattato di Osimo.

La Jugoslavia ha modo così di creare una zona franca a cavallo del confine di Trieste.

Relativamente alla questione risarcimenti, il governo italiano cedette tutti i beni espropriati ai propri cittadini in 30 anni, in cambio di “un indennizzo equo e accettabile da entrambe le parti”. “Il più grande tradimento di un governo alla propria nazione” dissero gli esuli,  perché risarcire un’intera vita espropriata non è possibile.

In Africa Nel 1961 la ricca provincia congolese del Katanga, guidata dal secessionista Moise Ciombi, è in guerra con il Congo. Violenza e morte spingono l’ONU ad intervenire. L’11 Novembre 1961 due C-119 Fairchild della 46^ Aerobrigata di Pisa atterrano a Kindu per rifornire la guarnigione malese. Muoiono tutti, scambiati per mercenari bianchi di Ciombi; i loro corpi smembrati e vilipesi dalla folla.  La commissione d’inchiesta ONU individuerà quale responsabile dell’eccidio il giovane colonnello Vital “Pakassa” Mpakasa. Arrestato, l’ufficiale riesce però a fuggire e a riparare in Egitto dove vivrà, impunito, fino alla morte.

Sangue alla “Maestrale”  12 novembre 2003. Diciannove i militari italiani caduti nell’attentato dinamitardo contro la caserma “Maestrale”. I militari italiani  erano stati inviati in missione di peacekeeping, trovandosi coinvolti in una guerra cruenta e con regole di ingaggio (forse)  inadeguate.

 

 

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(Immagine di sfondo: braciere dell’Altare della Patria, Roma. Foto di Bradiporap da Pixabay)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo redatto in collaborazione con Francesco Filipazzi.

Redazione Conoscere La Storia

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