Palazzo dell’Arengario: il Museo del ‘900

Esempio di architettura razionalista di epoca fascista, il palazzo dell’Arengario, che oggi ospita il Museo del ‘900, fu costruito tra il 1936 e il 1956 su un progetto degli architetti Portaluppi, Muzio, Magistretti e Griffini. La facciata fu decorata con bassorilievi di Arturo Martini. Prende il nome da “arengario”, l’antica sede municipale dei comuni italiani.

L’edificio, in effetti, è immediatamente adiacente a Palazzo Reale (anzi, per edificarlo fu abbattuta la cosiddetta “manica lunga”, ovvero le ali del Palazzo verso piazza Duomo), già Palazzo del Broletto, ossia proprio la sede dell’antico municipio milanese.

Il palazzo dell’Arengario è posizionato in maniera esattamente speculare, con i suoi due corpi centrali identici e posti uno di fronte all’altro, all’ingresso della galleria Vittorio Emanuele sul lato opposto della piazza del Duomo. Non a caso il progetto completa il rinnovamento urbanistico del centro del capoluogo lombardo che era stato impostato dall’architetto Giuseppe Mengoni, progettista proprio della galleria. Le facciate originali sono rivestite di marmo di Candoglia, proveniente dalla Val d’Ossola. Lo stesso impiegato per gli esterni del Duomo.

Il 6 dicembre del 2010 è stato inaugurato all’interno del palazzo il Museo del ‘900 (avrebbe dovuto aprire un anno prima, in omaggio al centenario del manifesto del futurismo), che si estende su un’area di circa 8.500 metri quadrati, di cui 7.000 all’interno dell’edificio e altri 1.500 nel Palazzo Reale. La superficie espositiva reale è di 5.000 metri quadrati. Il museo ha assorbito le collezioni del precedente Civico Museo d’Arte Contemporanea che era ospitato proprio a Palazzo Reale fino al 1998.

Nel museo sono ospitate le opere d’arte e le sculture di diversi periodi artistici: dal futurismo alla metafisica fino alla transavanguardia italiana, includendo così autori come Pellizza da Volpedo, Boccioni, Marini, Modigliani, de Chirico e Sironi.

Redazione Conoscere La Storia

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