Podrute, 7 gennaio ’92: caduti italiani sui cieli della Croazia

Il 7 gennaio 1992 quattro militari italiani e uno francese muoiono nei Cieli di Podrute (Croazia) colpiti e abbattuti da un missile aria-aria lanciato da un MiG 21 della Jugoslovensko ratno vazduhoplovstvo (Aeronautica militare jugoslava). Decollato  da una base in Bosnia-Erzegovina, l’AB205 dell’Aviazione Leggera Esercito (specialità dell’Esercito Italiano oggi denominata Aviazione Esercito) è in volo lungo il confine fra Croazia, Slovenia e Ungheria nell’ambito della Missione di monitoraggio dell’Unione Europea (EEMM), operazione lanciata dall’UE nel luglio precedente inseguito agli accordi di Brioni stipulati per porre fine alla Guerra dei dieci giorni fra Slovenia e Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia.

Il compito degli elicotteristi dell’ALE, dunque,è routinario: sorvolo e controllo di aree di confine per osservare se il cessate il fuoco sia rispettato. Eppure, quella guerra così breve altro non è che il preludio di più feroci e sanguinosi scontri che avrebbero travolto la Penisola balcanica fino al 1999.

La presenza degli osservatori “stranieri”, infatti, è mal digerita dal governo di Belgrado che, sospettando forse uno sconfinamento, non esita ad aprire il fuoco contro la formazione di elicotteri AB205, portentosi nel trasporto di feriti e nel supporto alla fanteria, ma poco adatti ad uno scontro in cielo anche con un caccia già antiquato quale il MiG21 è un attimo e l’aereo compare dal cielo attaccando gli aeromobili e provocando la morte del Sergente Maggiore Marco Matta e del resto dell’equipaggio:

  • Enzo Venturini, Tenente Colonnello pilota
  • Fiorenzo Ramacci, Maresciallo capo tecnico meccanico
  • Silvano Natale, Maresciallo capo tecnico meccanico

tutti dell’Aviazione Leggera Esercito, poi decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Fra loro un francese, ufficiale della Marine Nationale, che adempie ai medesimi compiti di monitoraggio: il Tenente di Vascello (Lieutenant de Vaisseau) Jean-Loup Eychenne.

Mikoyan Gurevich MiG-21 (nome in codice NATO “Fishbed”), in livrea della Jugoslovensko ratno vazduhoplovstvo, stesso modello del caccia che abbattè l’AB205 dell’ALE

L’altro AB205 coinvolto riesce, invece, ad atterrare senza conseguenze.

A pilotare il MiG21 è un Tenente serbo, Emir Šišić, rimasto in libertà fino al 2002 anno della sua cattura ed estradizione in Italia dove fu condannato a 15 anni; fu rimpatriato nel 2008. Il pilota ha è coetaneo di Matta che, per ironia della sorte, muore il giorno del suo 28° compleanno.

Nel 2012, a dieci anni dall’eccidio, il Comandante del 5° Reggimento “RIGEL” di Casarsa della Delizia Colonnello Livio Ciancarella, ha inviato a Šišić una lettera ed una preghiera: non rabbia, dunque, solo desiderio di capire il motivo vero che abbia spinto un pilota caccia ad abbattere elicotteristi disarmati che “hanno dato una speranza ad un paese nascente“. Nessun rancore, ma una seconda vittoria, postuma, quella sì: il ricordo dei croati che ogni anno partecipano alla commemorazione e la gratitudine di chi, grazie all’impegno degli uomini di EEMM, ha avuto inseguito la possibilità di vivere in pace in una nazione che ha ritrovato la sua strada.

 

 

 

(Immagine di sfondo: particolare della coda dell’AB205 dell’AvEs dopo l’abbattimento a Podrute. Fonte: qui)

 

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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