Santi e Saraceni: l’altra Saint Tropez

Ai più è nota per una canzone di Peppino di Capri, ma è grazie a Brigitte Bardot se da mezzo secolo Saint Tropez è fashion icon delle mete estive. Anonima località francese fino alla prima metà del XX Secolo, deve il toponimo a San Torpe’ martire cristiano decapitato su ordine di Nerone. Cortigiano o, secondo altre fonti soldato, Gaius Silvius Torpetus si convertì al cristianesimo negli anni 60 del I secolo d.C. Giustiziato, le sue spoglie furono deposte su una zattera con due animali sacrificali (probabile affronto in chiave pagana alla fede del martire) poi abbandonata nella foce dell’Arno.  Le correnti la spinsero fino alle coste di Heraclea, porto noto sin dal tempo dei fenici e nel 60 d. C. insediamento romano sulla costa della Provenza. Gli abitanti, devoti, l’avrebbero più tardi ribattezzata Saint Tropez…

Al tramonto dell’Impero il cristianesimo era già da religione ufficiale da quasi un secolo (380 d.C.), ben radicata nel tessuto sociale e nelle istituzioni. Alla disgregazione di queste ultime, verso la fine del V Secolo, l’antico e mai estinto fenomeno della pirateria subì una recrudescenza coi vandali prima e poi con i saraceni. E durante l’espansione araba nel Mediterraneo una flotta proveniente da al-Andalus stabilì proprio a Saint Tropez una base operativa, piu precisamente in zona Fraxinetum.
Si trattava di uno dei due scali strategici del Tirreno, per saccheggiare il litorale francese e quello italico. Ambedue saranno distrutti distrutti fra il IX e il X Secolo: la base di Ostia attaccata dalla flotta napoletana è quella di Frassineto dal duca Guglielmo Di Provenza nel 972.  La riconquista cristiana non convinse gli abitanti a tornare a Saint Tropez, poiché decenni di scorrerie li avevano convinti a restare nei piu sicuri villaggi dell’entroterra. Il rimase dunque spopolato fino al XV secolo quando i governanti privenzali, su intercessione di un nobile genovese, invitano 60 famiglie liguri nella zona, favorendo così una prima forma di rinascita.

Nel 1944 Saint Tropez rientra nella zona di interesse di “Dragoon” , operazione aeronavale e anfibia degli anglo-americani sulle coste meridionali della Francia. L’attività principale della cittadina resta la pesca fino al 1956, quando il regista Roger Vadim la sceglie come set di “E Dio creò la donna“, distribuito in Italia come “Piace a troppi” pellicola in cui recitano una giovanissima Brigitte Bardot e un altrettanto giovane Jean Louis Trintignant. La bellezza dell’attrice, la sua popolarità e la fama del film, unita alla scelta della Bardot di acquistare una villa tropezana, contribuirono ad accrescere la notorietà internazionale Saint Tropez, cittadina di 5mila abitanti che, in estate, diventa capitale dell’eleganza e della mondanità.

Marco Petrelli

Marco Petrelli

Nato a Terni, una laurea in Storia e una in Storia e politica internazionale, è giornalista e fotoreporter. Si occupa di difesa, esteri e reportage... questi ultimi di solito caratterizzati da un bianco e nero ad alto contrasto. Collabora, fra gli altri, con BBC History, AeroJournal, Affari Internazionali. Amante del cielo, ha dedicato due titoli alla storia aeronautica.

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