Schweinemord: la strage dei maiali durante la Prima Guerra Mondiale

Gli accademici la chiamano “eterogenesi dei fini”. Tradotta per i comuni mortali “zappa sui piedi”: prendi una decisione per risolvere una situazione e invece la peggiori, e anche di parecchio. Era il 1915 e mentre sui campi di battaglia del Fronte occidentale i tedeschi sperimentavano i primi attacchi con i gas velenosi, in patria si combatteva una battaglia altrettanto importante: quella della sopravvivenza tra i maiali e gli esseri umani.

Il blocco navale imponeva alla Germania l’indipendenza alimentare: un obiettivo irraggiungibile che si cercò di aggirare col razionamento e i prezzi fissati per legge. Il governo imperiale aveva così imposto prezzi contingentati per i generi alimentari e un tetto particolarmente stringente per le patate, alimento che in Germania era ed è, come risaputo, tanto apprezzato quanto essenziale per la dieta quotidiana. Di fronte ad una diseconomia così punitiva, i coltivatori ritirarono dal mercato una consistente quota dei tuberi da loro prodotti  preferendo ingrassarci i propri suini, che rendevano di più e attraversarono un periodo di vero e proprio bengodi. Purtroppo per loro, piuttosto breve.

La stampa, infatti, si accorse molto presto di quando stava accadendo: nei mercati patate a prezzo ridotto, ma assai scarse, suini grassi e felici negli allevamenti, e sollevò un’indignata campagna contro i coltivatori, rei di affamare la popolazione. “Prima gli esseri umani!”: sembra ragionevole oltre che etico, ma c’è modo e modo.

Il Governo tedesco non se lo fece ripetere due volte, solerte e tempestivo ordinò che ogni allevatore uccidesse immediatamente un terzo dei propri ingordi suini: 9 milioni di capi sui 27 milioni complessivi che popolavano la Germania vennero così sterminati nello “Schweinemord”, la strage dei maiali, senza nemmeno, non diciamo un equo processo, ma almeno un periodo di riflessione.

E uno sguardo un po’ più saggio sul futuro avrebbe rivelato quanto poi accadde. Le patate tornarono sul mercato, ma presto scomparirono di nuovo. I maiali erano stati sterminati e, sconfitti, erano tornati a una dieta più sobria. I coltivatori, però, in particolare nella miriade di piccole fattorie a gestione familiare che costituivano la grande maggioranza degli agricoltori tedeschi, impiegavano il letame prodotto dai loro maiali per concimare i propri campi e garantire così abbondanti e sani raccolti di patate.

Uccisi i maiali ne soffrirono così le patate e di conseguenza anche gli esseri umani…

Nicola Zotti

Nicola Zotti, classe 1957, dopo aver insegnato a livello accademico Storia dell'Arte Militare e Analisi strategica si è dedicato alla loro divulgazione tramite il sito internet www.warfare.it, il gruppo Facebook "Warfare - Storia militare e cultura strategica", che conta ormai 4.000 partecipanti, e soprattutto grazie agli articoli scritti collaborando tra l'altro con Repubblica, Il Riformista, Civiltà, e, attualmente, con le riviste storiche della Sprea Editori.

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