Seconda Guerra Mondiale. Domenico Vecchioni racconta la sfida Ultra vs Enigma

Un eccellente film inglese del 2014 (The Imitation Game), ripercorre la storia di Alan Turing, il geniale matematico inglese che riuscì a “rompere” il codice di Enigma, la macchina cifrante tedesca da tutti considerata assolutamente impenetrabile.

Il film mette bene in risalto il formidabile impatto sul corso degli eventi bellici prodotto da Turing che, con il suo dispositivo  (The Bombe), consentì ai cifratori di Blectheley Park – dove era stata istituita la principale Unità di decrittazione del Regno Unito – di leggere come in un libro aperto i messaggi segreti dei comandi militari tedeschi!  Ma cos’era esattamente Enigma?

Era una cifrante elettro-meccanica simile ad una macchina da scrivere con due tastiere, dal peso di circa trenta chili.

Il suo funzionamento era relativamente semplice.

L’operatore batteva sulla prima tastiera il tasto della lettera A e la macchina generava un impulso elettrico corrispondente, ad esempio, alla lettera Z, che quindi si accendeva sull’apposita tastiera luminosa.

Una volta ottenuto il testo così cifrato, l’operatore lo passava al collega addetto alla radio che irradiava il messaggio al suo destinatario.

Un procedimento classico per l’epoca. Ma allora da dove derivava l’originalità di Enigma? 

Dal fatto di essere dotata di tre piccoli rotori che si spostavano in sequenza ad ogni battuta dell’operatore e di una inesauribile varietà di sistemi di aggiustamento (le “chiavi” per regolare nella maniera voluta i rotori).

In sostanza, se la prima volta premendo A si otteneva Z, la seconda volta la risposta era del tutto diversa, poiché altri elementi erano stati messi a contatto e l’impulso elettrico passava da un’altra sezione della macchina.

Le risposte diventavano casuali, imprevedibili. Il messaggio ricevuto poteva essere messo in chiaro unicamente da una macchina simile, con i rotori regolati allo stesso modo secondo chiavi con validità giornaliera.

Senza le chiavi era quasi impossibile decifrare Enigma. L’intuizione di Turing fu di capire che non si poteva contrapporre un cervello umano a una macchina perfezionata.

Ci voleva un’altra macchina, capace di individuare con sufficiente rapidità la combinazione del giorno dei rotori di Enigma. Macchina contro macchina!

Nasce la Bomba sul cui tracciato verrà in seguito costruito il  Colossus, il primo computer della storia! Si concretizza il progetto Ultra, teso alla messa in chiaro dei messaggi segreti nazisti. 

Da quel momento le iniziative di Berlino saranno conosciute in anticipo.

La fine della guerra sottomarina in Atlantico e la vittoria alleata sui temibili U-Boot furono essenzialmente dovute al lavoro dei cripto-analisti di Bletcheley Park!

Numerose e importanti azioni militari naziste furono “monitorate”  grazie alle decrittazioni di Ultra. 

Paradossalmente se Enigma non ebbe più segreti per gli inglesi, il segreto di Enigma divenne uno dei più custoditi della Seconda guerra mondiale.

Solo un trentennio dopo la fine del conflitto, Londra rese note le vicende di Ultra e del centro di decrittazione di Blechely Park, che  Churchill aveva definito“la gallina dalle uova d’oro che non chioccia mai” e di cui aveva riconosciuto il  contributo determinante dato alla vittoria degli alleati!

 

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(Fonte immagine di sfondo: Foto di PublicDomainPictures da Pixabay )

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni. Già Ambasciatore d'Italia, saggista e storico. Ha al suo attivo numerose biografie storico-politiche (tra cui "Evita Peron" e "Raul Castro") e studi sulla storia dello Spionaggio (tra cui "Storia degli agenti segreti. Dallo Spionaggio all'Intelligence" e "le 10 spie donna che hanno fatto la Storia").

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