Templi dell’Umanità di Damanhur: un moderno complesso sotterraneo tra ecologia, magia e religione egizia

Fondata da Oberto Airaudi, pranoterapeuta e visionario, quella che si autodefinisce Federazione di Damanhur è sorta nel 1977 ed è una comunità situata nella zona di Vidracco, ai piedi delle Alpi. Prende nome dall’antica città egizia che era sede di un importante tempio dedicato al dio Horus. A unire i membri della comunità è una filosofia di rinnovamento spirituale che mette al centro il “pensiero positivo”. Tale rinnovamento è alla base della loro vita e, a dimostrazione dell’importanza della trasformazione, ciascun membro abbandona il suo vecchio nome quando entra a far parte della comunità: il nuovo nome viene creato unendo quelli di un animale e di un vegetale. Lo stesso Airaudi mutò nome in “Falco Tarassaco”. Inoltre, per far parte della federazione bisogna rinunciare alla proprietà privata: ogni bene personale diventa appannaggio dell’intera collettività, che utilizza anche una propria moneta, il credito damanhuriano, scambiato per acquistare beni e servizi all’interno della comunità.

Uno dei capisaldi del pensiero di Damanhur è il rispetto dell’ambiente. Nella comunità si coltiva il terreno e si allevano gli animali in modo biologico, e ogni costruzione o ristrutturazione viene fatta rispettando i più innovativi criteri di bioedilizia. I damanhuriani utilizzano esclusivamente energia rinnovabile e si curano quasi solamente con rimedi naturali. La Scuola di Meditazione si avvale anche dello studio delle antiche tradizioni magiche e della celebrazione dei riti legati ai cicli della natura per riportare l’uomo in connessione con l’ecosistema spirituale, cioè con la dimensione non materiale dell’esistenza.

Uno degli aspetti più affascinanti di Damanhur sono indubbiamente i “Templi dell’Umanità”, la cui costruzione è stata ispirata direttamente da Airaudi. Si tratta di uno straordinario complesso ipogeo fatto di otto grandi sale contigue completamente decorate con pitture, sculture, mosaici e vetrate che vogliono celebrare la spiritualità universale in un continuo miscuglio di arte sacra e arte laica, in cui ogni singolo essere umano può riconoscere i valori su cui la vita si fonda. A dimostrazione di questo concetto di ecumenismo religioso, le sale possono essere affittate da qualunque scuola spirituale al mondo per essere utilizzate come luogo in cui svolgere cerimonie.

I templi (i più vasti del mondo tra quelli sotterranei) sono stati scavati a mano nella viva roccia dagli abitanti della comunità durante 16 anni d’incessante lavoro, con l’intento di stupire e ispirare le migliaia di visitatori che ogni anno ne varcano le porte. Gli stessi damanhuriani li definiscono una sorta di cattedrale contemporanea, strumento indispensabile per la ricerca interiore o anche solo per aprire dentro di sé nuove strade all’ispirazione artistica e alla creatività.

L’esistenza del complesso fu scoperta solo nel 1992, a seguito dell’ordine di demolizione dovuto alla mancanza delle autorizzazioni urbanistiche, e oggi è stato dichiarato “opera d’arte” dalla Sovrintendenza alle Belle arti. Alcune sale, come la grandiosa Sala delle sfere, il Labirinto e il Tempio azzurro, sono tanto imponenti e decorati a colori così vivaci da togliere il fiato. Si pensa che le fitte decorazioni nascondano simbolismi capaci di parlare a qualunque spirito libero le osservi, comunicando direttamente con gli cuore degli uomini.

 

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Redazione Conoscere La Storia

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