Venaria Reale: una delle residenze sabaude più eleganti

La Reggia di Venaria Reale è una delle residenze sabaude più eleganti ed importanti. Basti pensare che in Piemonte è celebre il detto: “Chi vede Torino e non Venaria, vede la madre e non la figlia”. Il palazzo venne realizzato, a partire dal 1658, dagli architetti Amedeo di Castellamonte e Michelangelo Garove. A volere la sua costruzione fu Carlo Emanuele II di Savoia, il quale, da grande appassionato d’arte, oltre a promulgare riforme militari e sociali, promosse anche la costruzione di nuovi edifici e palazzi, avviando una notevole trasformazione urbana delle sue terre.

Folgorante esempio di un prezioso barocco, la Venaria Reale, a causa di progressivi danni subiti durante i secoli, è stata oggetto, dal 1998 al 2007, di un attento restauro. Oggi è ritornata al suo antico splendore. Durante la visita, sono da ammirare, in particolare, la luminosissima Galleria Grande, che, lunga 80 metri ed alta 15 metri, fu realizzata da Filippo Juvara nel XVIII secolo, per collegare l’appartamento del re a quello dell’erede, e la Cappella di Sant’Uberto, sempre dello Juvara. Magnifico è, inoltre, il Salone di Diana, la stanza più importante del nucleo centrale del complesso, detto appunto Reggia di Diana e costruito tra il 1660 e il 1663. Il Salone, finemente decorato con temi mitologici e scene di caccia, rivela anche una tendenza all’auto-celebrazione e alla propaganda. La dea Diana, ad esempio, ha il volto della duchessa Maria Giovanna Battista, moglie di Carlo Emanuele II dal 1665. Poco distante dal palazzo, si può fare un’escursione nel Parco naturale La Mandria, dove sorge un’altra delle residenze sabaude Patrimonio dell’Umanità: il Borgo Castello, costruito nel XVIII secolo. Pensato inizialmente per essere una scuderia, fu riconvertito in residenza e divenne uno dei luoghi prediletti da Vittorio Emanuele II, che qui trascorreva ore liete con Rosa Vercellana. Detta La Bela Rosin, la donna fu una delle amanti più celebri del sovrano e divenne sua moglie morganatica nel 1877.

Redazione Conoscere La Storia

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