Villa di Livia: la terza moglie di Augusto

La Villa di Livia, nella zona romana di Primaporta, è un interessante sito archeologico a nord della capitale e lega il suo nome a quello della terza moglie di Augusto, Livia Drusilla. Il futuro imperatore conobbe la donna nel 39 a.C., mentre era sposata con un suo nemico, Tiberio Claudio Nerone, ed incinta. Anche Augusto aveva una consorte in dolce attesa, Scribonia, ma questo non lo fermò dal ripudiarla proprio il giorno in cui diede alla luce la loro figlioletta Giulia.

Poco dopo, più per ragioni politiche che sentimentali, costretto Nerone a divorziare, egli sposò Livia, con cui sembra che ebbe comunque una relazione profonda. La meravigliosa villa, riscoperta a partire dalla metà del XIX secolo, è un classico esempio di residenza extra-urbana romana. Ci sono giardini (dove la stessa Livia coltivava piante medicinali), impianti termali, pregiati mosaici pavimentali prevalentemente in bianco e nero, ambienti decorati a intarsio. Tra i vari reperti ritrovati nella residenza imperiale, il più importante è la statua di Augusto Ioricato, alta oltre 2 metri e realizzata in marmo bianco, attualmente esposta ai Musei Vaticani.

All’interno della villa furono scoperti degli splendidi affreschi raffiguranti un ninfeo ricchissimo di piante e uccelli, dominato dai colori verde e turchese e curato fin nei minimi dettagli. Per preservarlo, nel 1951-1952, questo capolavoro venne staccato dalle pareti e portato al Museo Nazionale Romano, dove è possibile ammirarlo ancora oggi. Leggenda vuole che la villa, citata da Plinio, Svetonio e Cassio Dione, fosse soprannominata “ad gallinas albas” (ossia “delle galline bianche”) perché teatro di uno straordinario avvenimento. Qui, un’aquila avrebbe lasciato cadere sul ventre di Livia una candida gallina, con un rametto di alloro nel becco, che la donna, su consiglio degli aruspici, allevò.

Redazione Conoscere La Storia

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